Per me essere il papà di Federico è stato per troppo tempo essere il papà di un bambino autistico. Nel tempo ho imparato ad accettare la sua disabilità. O come dice qualcuno il suo diverso modo di essere. In questo tempo, grazie ad una signora ho messo tutto quello che ero, le mie convinzioni sul essere genitore, sull’autismo sulla diversità. Le ho messo tutte in una centrifuga. Non so quale sarà il risultato (visto che la centrifuga è ancora in movimento) se sarà trovarmi asciutto o se sarò strizzato. Sicuramente sarò diverso. Mi impegno, voglio veramente impegnarmi a capire… da anni (troppi forse) costringo mio figlio alla mia “normalità” – forse è arrivato il momento di avvicinarmi alla sua normalità. Sto cambiando il mio sogno del suo futuro. In un possibile nostro futuro. Diverso ma vivibile, auspicabile, desiderabile.
Mi sforzerò a farlo, come un vaso che si rompe in mille pezzi mi raccolgo mi riattacco e continuo…
domenica 29 gennaio 2012
ventinovegennaio
Non mi basta più il sole che si appoggia alla mia pelle a rendere piacevoli le mie giornate oziose, mi mancano quei momenti dove l’unico pensiero era come passare la sera, come arrivare sfiniti all’ultima risata. Sono arrivato vecchio troppo in fretta. Senza avere più niente da ricordare, perse in poco tempo le poche certezze e rimaste nel cuore troppe le paure da perdere.
lunedì 23 gennaio 2012
martedì 6 dicembre 2011
SEIDICEMBRE
Il cielo si aprì, ed un tiepido sole riscaldò la cucina. Era da poco finito il pranzo, piccole briciole di pane sul tavolo, e il suono di un televisore non ascoltato che si diffondeva nell'aria. Era l'ora sua. Era l'ora in cui l'aspettare diventava più penoso. Era da un po' che il tempo sembrava si fosse fermato per dare un peso diverso ad ogni secondo che passava. Era lì a guardare alla finestra, a guardare le nuvole spezzarsi a raggi di sole sempre più accesi. Era lì a guardare il tempo che penoso passava senza dare fiato. Si sedette sul divano chiudendo gli occhi. Una goccia o una lacrima scese sulla sua guancia.
Pensò: “Forse, il maltempo non è del tutto finito” .
Pensò: “Forse, il maltempo non è del tutto finito” .
giovedì 6 ottobre 2011
LA CURA
non è il tonfo
del cuore che scivola
(chi non conosce non lo può vivere)
il chiodo che trafigge
da sempre
noi peccatori
non è il mio girare intorno
ad una disperazione
come per trovare una strada
o un senso
ad una via da tempo smarrita
negli occhi non c'è
più lo stupore
del lasciarsi andare per poi ritornare
non c'è salvezza
non c'è amarezza
non c'è perdono
solo questa consapevolezza
che ormai sale...
o forse è il sapere
di essermi irrimediabilmente
ammalato di dolore,
del cuore che scivola
(chi non conosce non lo può vivere)
il chiodo che trafigge
da sempre
noi peccatori
non è il mio girare intorno
ad una disperazione
come per trovare una strada
o un senso
ad una via da tempo smarrita
negli occhi non c'è
più lo stupore
del lasciarsi andare per poi ritornare
non c'è salvezza
non c'è amarezza
non c'è perdono
solo questa consapevolezza
che ormai sale...
o forse è il sapere
di essermi irrimediabilmente
ammalato di dolore,
sabato 1 ottobre 2011
ELP (AIUTO)
Silenzio. È bello ascoltare il suo cuore confondersi con il mio. Oggi, il primo attimo di pace in questa guerra che chiamano vita. Nel buio della sua stanza, i miei occhi lo difendono dai miei brutti sogni, dagli sguardi indiscreti. Sogna, in un mondo incantato dove non potrò mai entrare. I suoi capelli tra le mie mani, Lui, appoggia la testa al mio cuore, e il suo respiro si confonde con il mio. La mia vita è tutta qua. Il mio amore, lo stringo forte a me. Dorme, in un lungo respiro che chiamano vita...
sabato 17 settembre 2011
CI.PI
Ci sono giorni che il mio sorriso mi rimane tra le labbra, io non vorrei... nel mio cuore un cratere nero, mi esce forse per un'abitudine o forse è colpa del cielo. Sto ridendo forte, le risa coprano i miei pensieri. Tutti. Come una coperta che li avvolge per farli riposare. Stanno li accucciati pronti a mordere, ed io mi arrabatto col mio cuore bucato a scacciarli come un soffio nel vento. Ma non serve mai. E le mie inventive mi servono per appoggiarmi ad ogni giorno che viene. Io al dolore gli do del tu. Da sempre. C'è chi rinuncia, meglio pensare a ciò che potrà essere che a speranze fatte di nuvole. Il mio cuore mi ascolta sempre e le mie lacrime servono ad annaffiare le mie illusioni. Ma ci sono giorni come questi che il mio sorriso mi rimane tra le labbra...
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