A casa mia, in salotto, c'è una foto molto grande appesa sopra il calorifero. Nella foto c'è Federico, bocca a forma di cuore, occhi grandi, una leggera aria assente, non aveva ancora tre anni. La foto era stata fatta quando ancora pensavo che Fede avesse un futuro non ancora segnato, un futuro da costruire, un futuro da inventare. Aveva una felpa blu con sopra la ESSE di superman. (Ho sempre considerato quell'immagine dopo quello che è successo una beffa al mio ignaro bambino). Federico era il mio eroe dagli occhi persi, un supereroe dallo sguardo rivolto ad un suo mondo che ancora non conoscevo, doveva essere libero, doveva essere diverso da me schiavo come sono dai mille lacci a cui mi sono legato.
Ricordo perfettamente il giorno in cui scattai quella foto, era di domenica, era fine marzo, era un anno prezioso pieno di speranza, era un anno...da ricordare, si preparava un viaggio in terra straniera, si preparava l'entrata di un nuovo sorriso che non sarebbe mai arrivato, si preparava un sogno.
Ma ben presto, come sai, colpo su colpo ci saremmo svegliati.
Ora sopra il calorifero del salotto di casa mia è rimasta la foto del mio angelo che guarda lontano, un mondo distante un mondo così lontano che... ci tocca guardare.
domenica 22 novembre 2009
venerdì 6 novembre 2009
6/11/2009
Forse l’unica cosa a me rimasta è aspettare: una giornata migliore, un sorriso caloroso, una pacca sulla spalla, un incoraggiamento che latita ad arrivare. Non so come, ma mi ritrovo sempre davanti ad una porta ad ore, dove chi esce dice sempre "Va tutto bene, tutto è OK", ma quello che rimane nelle mie mani è solo una manciata di polvere e un po’ di stanchezza.
Aspetto sogni che difficilmente germogliano, ingolfati come sono dalle troppe speranze che stentano a partire.
Certo che aspettare stanca, mentre i giorni passano spaesati tutti in linea, e quando sfiniti finiscono,terminano sempre cadendo al peso della notte. Allora ci si consola con le canzoni della radio, con le voci delle speaker sempre felici e gioiose (cosa darei per essere così, almeno per saper fingere così), o forse ciò che veramente aspetto, sono solo i rumori che trasmettono, rumori che s'infrangono contro il mio silenzio tiranno.
Alla fine si esce per una boccata d’aria, per un pensiero più sereno, ma fuori… tira un vento!, e in questi tempi... si sente una maledetta brutta aria.
Ma forse, quello che cerco in verità, è una cioccolata calda, con panna, che serva (almeno) a riscaldarmi un pò.
...e niente più
Aspetto sogni che difficilmente germogliano, ingolfati come sono dalle troppe speranze che stentano a partire.
Certo che aspettare stanca, mentre i giorni passano spaesati tutti in linea, e quando sfiniti finiscono,terminano sempre cadendo al peso della notte. Allora ci si consola con le canzoni della radio, con le voci delle speaker sempre felici e gioiose (cosa darei per essere così, almeno per saper fingere così), o forse ciò che veramente aspetto, sono solo i rumori che trasmettono, rumori che s'infrangono contro il mio silenzio tiranno.
Alla fine si esce per una boccata d’aria, per un pensiero più sereno, ma fuori… tira un vento!, e in questi tempi... si sente una maledetta brutta aria.
Ma forse, quello che cerco in verità, è una cioccolata calda, con panna, che serva (almeno) a riscaldarmi un pò.
...e niente più
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