A casa mia, in salotto, c'è una foto molto grande appesa sopra il calorifero. Nella foto c'è Federico, bocca a forma di cuore, occhi grandi, una leggera aria assente, non aveva ancora tre anni. La foto era stata fatta quando ancora pensavo che Fede avesse un futuro non ancora segnato, un futuro da costruire, un futuro da inventare. Aveva una felpa blu con sopra la ESSE di superman. (Ho sempre considerato quell'immagine dopo quello che è successo una beffa al mio ignaro bambino). Federico era il mio eroe dagli occhi persi, un supereroe dallo sguardo rivolto ad un suo mondo che ancora non conoscevo, doveva essere libero, doveva essere diverso da me schiavo come sono dai mille lacci a cui mi sono legato.
Ricordo perfettamente il giorno in cui scattai quella foto, era di domenica, era fine marzo, era un anno prezioso pieno di speranza, era un anno...da ricordare, si preparava un viaggio in terra straniera, si preparava l'entrata di un nuovo sorriso che non sarebbe mai arrivato, si preparava un sogno.
Ma ben presto, come sai, colpo su colpo ci saremmo svegliati.
Ora sopra il calorifero del salotto di casa mia è rimasta la foto del mio angelo che guarda lontano, un mondo distante un mondo così lontano che... ci tocca guardare.
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