martedì 21 dicembre 2010

21 DICEMBRE

a volte mi sento così
il cuore si riempe in un ingorgo
poi...
tutto passa

martedì 19 ottobre 2010

GIORGIO


Il cielo era nero da giorni. Il sole non aveva mai fatto breccia sulla coltre di nubi che si ergeva come un muro sopra le nostre teste. Era buio e freddo. Piccole gocce si condensavano sui parabrezza delle macchine parcheggiate vicino a casa mia. Milano come sempre era illuminata anche quando i negozi erano chiusi, le vetrine dai sorrisi smaglianti e dagli abiti luccicanti facevano uno strano contrasto con i passanti che percorrevano le strade dai cappotti grigi e dai volti tirati. In quei giorni il ricordo dell’estate era completamente svanito dalla mia mente. Il sole un pallido ricordo.Camminavo con il bavero del cappotto tirato su, camminavo con passo veloce, ero sveglio già da alcune ore, ma neanche una doccia calda era riuscita a svegliarmi. Il cielo si era finalmente deciso, un rombo scosse le nuvole. lampi sempre più vicini annunciavano un grosso temporale. Da prima con larghe gocce come piccoli gavettoni che si sfracellavano sul terreno, poi con sempre più energia ed insistenza. Io feci appena in tempo ad entrare in un piccolo caffè. Una donna orientale mi sorrise: “cosa desidera?”. Ordinai. Il locale era male illuminato, forse una delle lampade si era da poco fulminate. Era uno di quelle botteghe che si immaginano piene di fumo, anche quando, come in quel caso, nessuno fumava. Presi un cappuccino che scottava maledettamente. Imprecai. In quel momento entrò una donna silenziosa con il suo bambino. Lei aveva i capelli ricci come una nuvola di fumo nero, che sembravano dovessero dissolversi ad ogni suo movimento, per poi ritornare nuvolosi e fumosi come prima. Lui, un giubbotto verde lucido e un jeans che si allungava verso il pavimento. La madre bisbigliava al figlio parole dolci mentre lo accarezzava dolcemente. Il bambino era alto, più della sua età, aveva l’aria spaesata, come se niente lo turbasse. Camminava trascinata dalla mano della mamma. Lui assente ad ogni parola della madre, più lei le parlava più lui scostava la testa dall’altra parte come se volesse proteggersi da quel suono. Aveva il volto immoto, nessun dolore sembrava colpirlo sembrava infatti che ogni sua espressione ogni sua emozione scivolasse sul volto pietrificato della donna. Donna che lo guardava con una smodata dolcezza, pur non essendo, mai da lui ricambiato. Si avvicinò al banco ordinò un bicchiere d’acqua per il suo Giorgio e un caffè per lei. Consumarono velocemente, senza far rumore scomparvero dalla porta del locale. Io finii il cappuccino che nel frattempo si era raffreddato. Pagai e anche io uscii dal bar. La pioggia scrosciava con violenza sul mio povero ombrello. Era una mattinata brutta e freddolosa e quel maledetto maltempo non sarebbe certo passato con una bella giornata di sole

venerdì 17 settembre 2010

17 venerdì

Aspettare non conta
un giorno in più che passa
un taglio al cuore,
aspettare non serve
tanto la vita fuori... ci attende
(da soli)
nessuna nuvola da guardare
nessun sole...
soli
aspettiamo...
un nuovo giorno
senza novità

mercoledì 28 aprile 2010

ventottoaprileduemiladieci

ci sono nuvole che scompaiono ai primi raggi di sole
sono nubi che servivano (soprattutto a me)
a coprirsi
sono speranze che non dovevano
dissolversi
come fumo nel vento
guardo il cielo e il sole
solo
in questa immensa pianura

venerdì 26 marzo 2010

ventiseimarzoduemiladieci

muoio ogni giorno
un poco alla volta
tra i discorsi
di chi non capisce
di chi
non capirà mai.
muoio ogni giorno
ma mai davvero
mai come si dovrebbe
solo in bocca
il fiele
solo lo stomaco
che si contorce.
muoio ogni giorno
tra lacrime soffocate
tra pianti mai sfociati
muoio ogni giorno
ma mai definitivamente
odio il giorno che mi ha aperto gli occhi
ma il mio domani
ha solo una certezza
voler morire
e non potere.

lunedì 1 febbraio 2010

primofebbraioduemiladieci

Il tempo non mi è mai stato amico, le scelte che ho fatto, sono sempre state o troppo presto o sempre troppo tardi.
E lui diventa grande, da solo
spalancando le porte al mio angolo di solitudine.
Il tempo non mi è certo amico, le scelte che faccio o le rimpiango o le maledico da sempre.

domenica 10 gennaio 2010

FEDE

I sogni sono fatti
per chi ha ancora
gli occhi per sperare
i miei sogni
si sono impauriti
in un suo battere di ali
i sogni sono fatti
per chi ha un miraggio
da scoprire
il mio miraggio
ormai si è dissolto
nel suo borbottare
sottovoce.
non c'è speranza
nei suoi occhi
sulle 23.
non c'è futuro
da sognare.

Ci vorrebbe un'altra vita!

lunedì 4 gennaio 2010

quattrogennaio

L'ansia lo avvolge come menta in un bicchiere di latte ghiacciato,sotto le coperte si contorce avvitandosi come una molla schiacciata dalle sue mille paure. Penso a come debba essere una vita vissuta così, un continuo zoppicare priva di qualsiasi spensieratezza. Mi vergogno delle sciocchezze quotidiane che vivo come dramma esistenziale. Ora Fede è un micio impaurito sotto un temporale che non potrà mai passare. Costretto com'è a vivere un qualsiasi cambiamento in un totale disagio che lo turba coinvolgendolo dal profondo. Ed io non sono di sicuro un conforto. Anzi, lo obbligo al suo stillicidio quotidiano. Ma e poi giusto vivere così?
Condannarlo a tutto questo?
Penso a me, al peso del mio vivere, al peso di una vita che non potrà cambiare. e vorrei non esistere più. Poi penso alla mia piccola vite che si contorce tra le lenzuola perchè non vuole andare a scuola. Una nuova montagna che dovrà scalare. allora lo abbraccio e gli parlo...con un peso nel cuore che non ha pari. Lo stringo a me cercando di farmi passare un pò della sua angoscia. Lui mi guarda infastidito con la faccia che si sforza nell'ascoltare. Salta e respirando affannosamente si riavvita su se stesso e si congeda da me e dalle mie parole con un "see" di assenso. senza però che le parole gli siano veramente arrivate.