L'ansia lo avvolge come menta in un bicchiere di latte ghiacciato,sotto le coperte si contorce avvitandosi come una molla schiacciata dalle sue mille paure. Penso a come debba essere una vita vissuta così, un continuo zoppicare priva di qualsiasi spensieratezza. Mi vergogno delle sciocchezze quotidiane che vivo come dramma esistenziale. Ora Fede è un micio impaurito sotto un temporale che non potrà mai passare. Costretto com'è a vivere un qualsiasi cambiamento in un totale disagio che lo turba coinvolgendolo dal profondo. Ed io non sono di sicuro un conforto. Anzi, lo obbligo al suo stillicidio quotidiano. Ma e poi giusto vivere così?
Condannarlo a tutto questo?
Penso a me, al peso del mio vivere, al peso di una vita che non potrà cambiare. e vorrei non esistere più. Poi penso alla mia piccola vite che si contorce tra le lenzuola perchè non vuole andare a scuola. Una nuova montagna che dovrà scalare. allora lo abbraccio e gli parlo...con un peso nel cuore che non ha pari. Lo stringo a me cercando di farmi passare un pò della sua angoscia. Lui mi guarda infastidito con la faccia che si sforza nell'ascoltare. Salta e respirando affannosamente si riavvita su se stesso e si congeda da me e dalle mie parole con un "see" di assenso. senza però che le parole gli siano veramente arrivate.
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