Per me essere il papà di Federico è stato per troppo tempo essere il papà di un bambino autistico. Nel tempo ho imparato ad accettare la sua disabilità. O come dice qualcuno il suo diverso modo di essere. In questo tempo, grazie ad una signora ho messo tutto quello che ero, le mie convinzioni sul essere genitore, sull’autismo sulla diversità. Le ho messo tutte in una centrifuga. Non so quale sarà il risultato (visto che la centrifuga è ancora in movimento) se sarà trovarmi asciutto o se sarò strizzato. Sicuramente sarò diverso. Mi impegno, voglio veramente impegnarmi a capire… da anni (troppi forse) costringo mio figlio alla mia “normalità” – forse è arrivato il momento di avvicinarmi alla sua normalità. Sto cambiando il mio sogno del suo futuro. In un possibile nostro futuro. Diverso ma vivibile, auspicabile, desiderabile.
Mi sforzerò a farlo, come un vaso che si rompe in mille pezzi mi raccolgo mi riattacco e continuo…
