martedì 22 settembre 2009

22/09/2009

Quando la notte si fa più notte è bello vedere il mio bambino da poco addormentato accoccolarsi tra le pieghe della mano di mia moglie sfinita in un sonno senza riposo. E’ dolce sentire il russare di Federico. un lieve strombettio, che rompe il rumore di una caotica Milano. Lavarsi i denti, mettersi il pigiama sono più un rituale per leggere un libro che il momento per andare a letto. Ma poi chi prendo in giro, in quelle ore lì il mio cuore annega in un mare denso di disperazione. Affoga.
L’unico pensiero è quello di chiudere gli occhi e sparire. Non morire, scomparire si, anestetizzandomi dal dolore. Annullarmi nel buio della notte per non ferirmi più, dormire per non svegliarmi mai più. Ma fuggire mi è impossibile. Chiudo il libro, chiudo gli occhi e il cuore e mi addormento al suono dolce del mio bambino.

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