martedì 14 luglio 2009

lettera aperta

mi chiamo Fabio, chi vi parla ha un figlio disabile, Scrivo per parlare della situazione disastrosa che viviamo noi famiglie afflitte da questo problema. Mio figlio, ha sette anni, è un bambino dolcissimo, ed ha l’autismo. A parte l’ignoranza che serpeggia su questa malattia, mio figlio non è tra quelli che si rompono la testa al muro ne tra quelli che appena vedono una pagina la imparano a memoria, mio figlio, per mia fortuna, non è tra quelli vessati da compagni bulli.. Mio figlio ha una difficoltà enorme a socializzare, mio figlio ha una difficoltà enorme a formulare una frase di uso comune, mio figlio ha una difficoltà enorme ad esprimere le proprie emozioni.. A scuola pur avendo una disabilita al 100 %, ha diritto solamente ad un insegnante di sostegno per metà delle ore. Gli insegnanti di sostegno cambiano ogni anno e non hanno il tempo di imparare a lavorare con il bambino A Milano ci sono pochi logopedisti per autismo, e quei pochi hanno una lista da attesa di un anno. A Milano i servizi per i bambini per autismo sono pochi e mal organizzati. L’estate è il periodo più duro. In Estate gli operatori ti sconsigliano di mandare in colonia il bambino: “Non sono formati, e potrebbe soffrire nel stare con gli altri bambini”. La paura del futuro non ci fa dormire. I telegiornali oltre incensare il nostro premier, parlano dei nuovi gusti di gelato in questa calda estate, dei nuovi flirt di qualche velina, oppure del coraggio dimostrato da un cane con tre gambe.
Siamo soli. Veramente soli.


lettera pubblicata su Vanity Fair

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