mercoledì 3 agosto 2011

NIENTE PAURA

Lo sbattere della finestra svegliò Fabio dal suo sonno agitato. Faceva caldo. Agosto tremendo!, l’aria come ovatta premeva sulla sua pelle. Si alzò per chiudere la finestra, era presto e non voleva svegliare il bambino. Ormai chi dormiva più. Aspettare il tramonto davanti alla finestra, gli pareva una buona idea. Nessuna luce rossa all’orizzonte ne canti di usignoli tra gli alberi. A Milano non era così, ma comunque rigirarsi tra le lenzuola sudate non ne aveva proprio voglia.
In quel periodo Fabio non era particolarmente soddisfatto di come gli andavano le cose. Il lavoro… aveva voglia di una vacanza da passare insieme alla famiglia.
Aveva voglia di libertà. Soliti pensieri di un trentenne insoddisfatto. Pensava. E poi… il lavandino si intasava sempre, un periodo stancante.
Alle sei era già sotto la doccia, l’acqua cadeva sui suoi pensieri facendoli scivolare via sotto i suoi piedi.
Colazione! quel giorno aveva bisogno di una brioche alla crema e cappuccino. Ma era troppo presto. Fede non era ancora sveglio. Sibilla dormiva accanto lui.
Decise di uscire. Affrontare il caldo da solo. Una passeggiata tra il risveglio di una città mai veramente addormentata.
…..
BLIN, BLIN…

Era passato un mese, il primo temporale dopo troppo tempo. Le nuvole coprirono il cielo in una morsa chiudendo le porte al sole. Dopo alcuni minuti un rombo. Scariche di luce attraversarono l’aria portando con se un vento impetuoso e ricco di odori. Federico si stringeva a suo padre, erano al parco, dietro casa. Giocare a palla non ne aveva voglia (ma quando mai ne aveva voglia). Fabio lo prese in braccio e si mise a correre tra le gocce calde che cadevano sulle loro magliette sudate. Fede rideva, era più affascinato dal fiatone di suo padre che dai tuoni. Salvi! Casa!. Un asciugamano tra i capelli e una grande risata. Federico aveva due anni e ancora non parlava tanto, piccole parole si, con il loro accento meccanico come di una lingua slava. Ci si rideva sopra come sempre.

…..
BLIN, BLIN…

Bisogna cambiare, avevano deciso di allargare la famiglia, era arrivato il momento giusto, il momento per fare una scelta. I tempi dell’aspettare, delle indecisioni era alle spalle. E neanche dopo il primo mese sua moglie era già in dolce attesa.

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BLIN, BLIN…

Ultimamente certi pensieri venivano scacciati via, o meglio, venivano pigiati come paglia dentro un sacco. Più premeva più lo spazio apparente cresceva. Lasciando la sensazione di nuove possibilità. Parigi, andava bene, era la prima volta fuori dall’Italia. Federico sarebbe stato dai suoi nonni. E avrebbero fatto la loro luna di miele. Aprile sotto la pioggia. Ma quattro giorni divertenti. La paglia pressava per scappare fuori.

…..
BLIN, BLIN, dottoressa…

“lo vede non è sordo, si gira quando suono il campanello”
“ma dottoressa mi sembra che a volte non mi ascolti, ho paura che sia sordo”
“no, signora, le assicuro che non è sordo”
“ma quasi non parla, sono molto in ansia”
“non si preoccupi, vedrà che quando andrà alla scuola materna, comincerà a parlare…”
“dottoressa…”

La paglia si faceva strada nella loro via.

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